new typocarpets

gianni alessandraHere are three new projects for my typographic carpets. One, monochrome, was created, as always by Mariantonia Urru, for Gianni and Alessandra. The second was composed in two different versions, one monochromatic and the other in color, for a family composed of Marco and Laura, the parents, and Daniela and Elisa, their daughters. The larger version is a family rug, divided into three equal bands. I would like that, when Elisa and Daniela will fly from the nest, the carpet can be divided into three narrower bands (although perhaps it could be technically complex), each of which brings with it however all the information of the family, like a DNA.

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[ Ecco tre nuovi mie progetti di tappeti tipografici. Uno, monocromatico, è stato realizzato, come sempre da Mariantonia Urru, per Gianni e Alessandra.
Il secondo è stato composto in due versioni diverse, una monocromatica e l’altra a colori, per una famiglia composta da Marco e Laura, i genitori, e Daniela ed Elisa, le loro figlie. La versione più grande è un tappeto di famiglia, diviso in tre fasce uguali. Mi piacerebbe che, quando Elisa e Daniela voleranno dal nido, il tappeto possa essere diviso in tre fasce più stretti (anche se forse potrebbe essere tecnicamente complesso), ognuna delle quali porti dietro però tutta l’informazione della famiglia, come un DNA. ]

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sardegna, a typographic poster

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This poster is a typographical divertissement on the name Sardinia, which structures the design of the woman in costume and leaves her translation in other languages ​​to the pleating of the white shirt. Nothing more and nothing less than an idea I wanted to show.

[ Questo poster è un divertissement tipografico sul nome Sardegna, che struttura il disegno della donna in costume e lascia alla plissettatura della camicia bianca la sua traduzione in altre lingue. Niente di più e niente di meno che un idea che volevo mostrare. ]

 

typocarpet at biennale architettura venezia 2018

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Some month ago I was asked to design a carpet for the Italian Pavillion at Biennale Architettura 2018, Venice. It is a part of a project of five selected by Mario Cucinella, the italian curator for the present edition. Here you can see the realized carpet (by Mariantonia Urru) and the project, showing the title “Arcipelago Italia”, in colour, and “Biennale Venezia” in black letters.

[ Alcuni mesi fa mi è stato chiesto di progettare un tappeto per il Padiglione Italia alla Biennale Architettura di Venezia 2018. Eccolo: è parte di uno dei cinque progetti selezionati da Mario Cucinella, il curatore del padiglione. Qui si può vedere il tappeto realizzato (da Mariantonia Urru) e il progetto, nel quale sono leggibili le scritte “Arcipelago Italia”, colorata, e Biennale Venezia, in nero. ]

 

non potho reposare

This is my first typographic carpet to be a standard product. It is based on the first words of the most beautiful Sardinian love song, “Non potho reposare”, (I can’t sleep) which are easily readable in the diagram below. As always it is produced by Mariantonia Urru, a craftsman’s workshop that this year won the Best Interior Award at the Domotex 2018 in Hannover. This carpet can be read and sung: the plot that accompanies the letters is the score – in square, almost Gregorian notation – of the melody.

[ Questo è il mio primo tappeto tipografico di serie. È basato sui primi versi della più bella canzone d’amore sarda, “Non potho reposare”, che sono facilmente leggibili nello schema in basso. Come sempre è prodotto da Mariantonia Urru, un laboratorio artigiano che quest’anno ha vinto ad Hannover il Best Interior Award a Domotex 2018. Questo tappeto si può leggere e anche cantare: il motivo che accompagna le lettere è infatti lo spartito – in notazione quadrata, quasi gregoriana – della melodia della canzone. ]

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prototypes: customizable, handmade, sardinian typographic rugs

Here it is, finally: my first typographic rugs. It is the completion of a research work of years, as evidenced by the pages of this site. The experimental test, the proptotype. I have baptized them with “Tavoletti” because they have something to pay to Eugenio Tavolara and Alighiero Boetti (and because of the sardinian term “tauleddas”, tavolette in italian, which designates the small Sardinian tapestries). They maintain the geometric rigor, the recursive counterpoint typical of the Sardinian textile tradition, but add to the typographical element, which introduces a further level of reading, surprise and customization. They are the product of an algebra in which element matrices are subjected to inversion, rotation, symmetry, overlay, etc. to form the ornament. A graphic that can be used in its serial abstraction and, at the same time, a typography that can be read and understood.

They were made by Maria Antonia Urru for two couples, Luisella and Michele, Riccardo and Annalisa (highlighted in yellow and magenta in the third picture), to whom they were given by my friend architect Marco Tradori, who commissioned me. In the first one, Luisella / Michele, the composition is perfectly symmetrical, on two orthogonal axes. In the second, Annalisa / Riccardo, there is also an overlapping of the two names, which generates new geometric motifs. For the moment they are almost monochromatic, but the next (which will be realized shortly) will play with colors and size scale.

[ Eccoli, finalmente: i miei primi tappeti tipografici. È il coronamento di un lavoro di ricerca di anni, testimoniato dalle pagine di questo sito. Il prototipo e l’evidenza sperimentale. Li ho battezzati Tavoletti, perché devono qualcosa sia a Eugenio Tavolara che ad Alighiero Boetti (e per assonanza con il termine “tauleddas”, tavolette, che designa i piccoli arazzi sardi). Mantengono il rigore geometrico, il contrappunto ricorsivo tipico della tradizione tessile della Sardegna, ma aggiungono l’elemento tipografico, che introduce un ulteriore livello di lettura, sorpresa e personalizzazione. Sono il prodotto di un’algebra in cui le matrici degli elementi vengono sottoposte a processi di inversione, rotazione, simmetria, sovrapposizione, etc. che vanno a formare l’ornamento. Una grafica fruibile nella sua astrazione seriale e, allo stesso tempo, una tipografia che può essere compresa e letta.

Sono stati realizzati da Maria Antonia Urru per due coppie, Luisella e Michele (evidenziati nella terza immagine), Riccardo e Annalisa, a cui sono stati regalati dall’amico architetto Marco Tradori, che me li ha commissionati. Nel primo la composizione è perfettamente simmetrica, su due assi. Nella seconda c’è anche una fascia di sovrapposizione dei due nomi, che genera nuovi motivi geometrici. Per il momento sono quasi monocromatici, ma i prossimi (che verranno realizzati a breve) giocheranno con i colori e con i passaggi di scala. ]

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