signs – base milano italian graphic design 2016

locandina base 3cA conclusone della mostra “SIGNS: la grafica italiana in mostra”, organizzata da Francesco Dondina a BASE, nei locali dell’Ex Ansaldo a Milano dal 9 novembre al 20 dicembre 2016 e dedicata a 24 graphic designer selezionati (Italo Lupi, Armando Milani, Mario Piazza, Leonardo Sonnoli, Guido Scarabottolo, Maurizio Milani Pietro Corraini, Alizarina, Stefano Asili, Mauro Bubbico, Ginette Caron, Cristina Chiappini, Gianluigi Colin, Artemio Croatto/Designwork, Michele Galluzzo, Gianni Latino, Leftloft, Giuseppe Mastromatteo, Obelo, Origoni/Steiner, Federico Pepe, Massimo Pitis, Luca Pitoni, Studio FM (a Giancarlo Iliprandi, il grande maestro recentemente scomparso, sono dedicati la mostra e un omaggio nel percorso espositivo) , ci è stato chiesto di dedicare un poster appositamente disegnato per BASE. Ecco il mio, come spesso succede giocato sulla ricorsività degli oggetti simmetrici o parasimmetrici.

[ Concluding the exhibition “SIGNS: Italian graphics on display”, organized by Francesco Dondina at BASE, in the premises of the Ex Ansaldo in Milan from November 9th to December 20th 2016 and dedicated to 24 selected graphic designers (Italo Lupi, Armando Milani, Mario Piazza, Leonardo Sonnoli, Guido Scarabottolo, Maurizio Milani Pietro Corraini, Alizarina, Stefano Asili, Mauro Bubbico, Ginette Caron, Cristina Chiappini, Gianluigi Colin, Artemio Croatto / Designwork, Michele Galluzzo, Gianni Latino, Leftloft, Giuseppe Mastromatteo, Obelo, Origoni / Steiner, Federico Pepe, Massimo Pitis, Luca Pitoni, Studio FM (to Giancarlo Iliprandi, the recently deceased great master, the exhibition and a tribute are dedicated to the exhibition), we were asked to dedicate a poster specially designed for BASE. Here is mine, as often happens played on the recursion of symmetrical or parasymmetric objects. ]

gosos per il nostro tempo / tiziano scarpa

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I “gosos” (nel sud Sardegna), sono dei canti devozionali e paraliturgici, diffusi in Sardegna e composti in lingua sarda. Tiziano Scarpa, il grande scrittore veneziano, ne ha scritto una laica, “ Gosos per il nostro tempo” su richiesta dell’Amministrazione di Neoneli e del sindaco Salvatore Cau. Ne è nato un libriccino prezioso, di piccolo formato, con una impostazione molto classica che dovrebbe, per gli anni futuri, costituire lo standard per la collana Licanìas, presentata in occasione dell’omonima rassegna culturale. Ho disegnato un elemento che a un primo sguardo è un crocifisso, ma che gioca con i Santi trasformandolo in cavatappi, simbolo del vino: con tutte le sue valenze, dalle più ludiche e alle più profonde, e autentico simbolo della tradizione di Neoneli.

[ The “gosos” (in southern Sardinia) are devotional and paraliturgical songs, widespread in Sardinia and composed in the Sardinian language Tiziano Scarpa, the great Venetian writer, wrote a secular one, “Gosos for our time” at the request of the ‘Administration of Neoneli and the mayor Salvatore Cau. The result is a small, precious booklet, with a very classic layout that should, for future years, constitute the standard for the Licanìas series, presented on the occasion of the homonymous cultural exhibition. I designed an element that at first glance is a crucifix, but that plays with the Saints, turning it into a corkscrew, a symbol of wine: with all its values, from the most playful and the deepest, and authentic symbol of the Neoneli tradition. ]

arde (sardinia burning)

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Nubifraci, frane, morti e feriti, un paesaggio naturale e antropico sempre più fragile e distrutto. Noi pure, in Sardegna, abbiamo il nostro maltempo. Ma il nostro campiamento climatici ci piace peggiorarlo da noi, con un surplus di crudeltà e di idiozia, visto che è il nostro ambiente è la nostra storia, la nostra forza economica, ciò che il mondo di invidia. Lo torturiamo con il fuoco. E la Sardegna arde, arde, arde, d’estate come d’inverno. Basta un po’ di vento e siamo pronti con le micce. Criminali, ignoranti, stupidi.

[ Clouds, landslides, dead and wounded, an ever more fragile and destroyed natural and anthropic landscape. We too, in Sardinia, have our bad weather. But our climte change we like to deal by ourself, with e a surplus of cruelty and foolishness, since it is our environment it is our history, our economic strength, that is why the world of fells. We torture him with fire. And the Sardigna burns, burns, burns, in summer as in winter. Just a little wind and we are ready with fuses. Criminals, ignorant, stupid. ]

cesa, centro di eccellenza per la sostenibilità ambientale

 

cesa 6_Pagina_19 ncesa 6_Pagina_14cesa 6_Pagina_02presentazione cesa c_Pagina_09cesa per asi.li

La natura si riprende lo spazio. Ispirato a esempi virtuosi di riqualificazione delle preesistenze industriali, come nei lavori di Peter Latz , il nuovo logo esprime attraverso una metafora tipografica il senso dell’attività del Centro. Ciò che prima era istituzione, prodotto artificiale e costruito, organizzato, razionale, degrada in relitto, scoria, rovina ma, diventa l’ossatura, lo scheletro, lo schema di una nuova crescita sostenibile. Il logo è semplice, fatto per durare, declinabile sia nei cromatismi che nei rapporti di scala.

[ Nature takes up space again. Inspired by virtuous examples of redevelopment of pre-existing industrial buildings, as in the works of Peter Latz, the new logo expresses the sense of the Centre’s activity through a typographic metaphor. What was once an institution, an artificial and built product, organized, rational, degrades into wreck, slag, ruin but, it becomes the backbone, the skeleton, the pattern of a new sustainable growth. The logo is simple, made to last, and can be used both in colors and in scale relationships. ]

janaruja

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This is the logo for Janaruja, – the Red Fairy, in the local language – a small enchanted house in northern Sardinia. Built in 1600, recently renovated, dominates the small square carved into the rock of a romantic village, inhabited by less than 100 people, in the peace and the silence of the countryside. A house dug in part in the rock, from which wonderful testimonies of the past can be reached, from archeology to the mysterious Romanesque churches and, between thick woods and bizarre rocks, we arrive at the sea in twenty minutes. The city of Sassari in 15 minutes away. In about half an hour the historic cities of Alghero and Castelsarto, famous for their beauty as tourist destinations, can be reached. The house can be rented and is equipped with all the comforts despite its small size. It can accommodate 2 to 4 people.

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[ Questo è il logo per Janaruja, – la Fata Rossa, nella lingua locale – una piccola casa incantata nel nord della Sardegna. Costruita nel 1600, recentemente ristrutturata. domina la piazzetta scavata nella roccia di un borgo romantico, abitato da meno di 100 persone, nella pace e nel silenzio delle campagne. Una casa scavata in parte nella roccia, dalla quale si raggiungono facilmente meravigliose testimonianze del passato, dall’archeologia alle misteriose chiese romaniche e, tra boschi fitti e rocce bizzarre, si arriva al mare in venti minuti. In 15 minuti si arriva alla città di Sassari. In circa mezz’ora di raggiungono le città storiche di Alghero e Castelsarto, famose per le loro bellezza come mete turistiche. La casa può essere fresa in affitto ed è dotata di tutti i confort nonostante la sua dimensione contenuta. Può ospitare da 2 a 4 persone. ]

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ubuntu: i am because we are

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From AGI: “Armando Milani has organised a wonderful collective exhibition in Rotonda della Besana in Milan, Italy, based on the word ‘ubuntu’ – a Southern African word that has its roots in humanist African philosophy – which embodies the concept of humanity and oneness. Ubuntu: I am because we are. Ubuntu was often used by Nelson Mandela in his speeches and is widely understood as meaning respect, dialogue, tolerance and humanity. The collection of posters denounce oppression and present messages that suggest possible solutions in defense of human rights. An itinerant exhibition and a possible book would include collected posters from great international designers, from universities students and from school children, all asked to interpret the meaning of Ubuntu. Different ages, different cultures, one dream: Ubuntu from everyone to everyone. The exhibition at the Rotonda della Besana in Milan will include posters from 50 designers (including AGI members such as Mauro Bubbico and Javier Jaén), 50 students and 50 children and will take place in the first week of October.”

This is my poster. Within the DNA double helix, Ubuntu is written by a colour sequence in Morse code. It means sharing humanity through a signal everybody understands: life.

[ Dalla pagina dell’AGI: Armando Milani ha organizzato una splendida mostra collettiva alla Rotonda della Besana, a Milano, dal titolo Ubuntu – una parola sudafricana che ha la sua origine nella filosofia umanista africana – che incorpora il concetto di umanità e di individualità. Ubuntu: Io sono perchè noi siamo. Ubuntu è stata spesso usata da Nelson Mandela nei suoi discorsi ed è diffusamente interpretata nel suo significato di rispetto, dialogo, tolleranza e umanità. La collezione di poster denuncia l’oppressione e suggerisce possibili soluzioni in difesa dei diritti umani. I lavori in mostra sono la risposta di esseri umani di ogni età e ogni cultura: 50 designer (alcuni di essi fra i migliori al mondo), 50 studenti e 50 bambini. Ubuntu: da parte di tutti, verso chiunque.

Questo è il mio poster. All’interno della doppia elica del DNA, Ubuntu è scritto da una sequenza colorata composta in codice Morse. Significa condividere l’umanità attraverso un segnale che tutti comprendono: la vita. ]