sardinian carpet recomposed

IMG_7314Guardando ai recenti lavori di ricomposizione di musica classica – come quella di Max Richter per le Quattro Stagioni di Vivaldi, o di Peter Gregson sulle Suites per violoncello di Bach, prodotte da Deutsche Grammophon – sto sperimentando una ricomposizione di tappeti sardi, utilizzando vecchi tessuti stramati e ormai inservibili. Ecco il primo.

[ Inspired by some very interesting recent works of recompositions of classical music – such as that of Max Richter for Vivaldi’s Four Seasons, or those of Peter Gregson on Bach’s Cello Suites, produced by Deutsche Grammophon – I am experimenting with a recomposition of Sardinian carpets, using old overgrown and now unusable fabrics . Here is the first one. ]

università di cagliari 400 years / 1620—2020

logo unica 2020 400 annilogo 400 anni unica ufficiale 5Il logo per i 400 anni di dell’Università di Cagliari è un gioco grafico sulle date e sul numero. Tre rettangoli si intersecano in modo che ognuno di essi isoli i numeri 1620, 2020 e 400. Le lettere sono tutte scritte in caratteri tipografici diversi, tra i più antichi e quelle più moderni, a sottolineare la molteplicità interattiva, ma unitaria, della sua missione.

[ The logo for the 400 years of the University of Cagliari is a graphic game on dates and numbers. Three rectangles intersect so that each of them isolates the numbers 1620, 2020 and 400. The letters are all written in different typefaces, among the oldest and most modern, to underline the interactive but unitary multiplicity of its mission. ]

 

cantine di neoneli

neoneli per sito 1 ldlogo nenoneli def per sitoIMG_6830 per sito

La tradizione del vino di Neoneli, borgo suggestivo del centro Sardegna, passa oggi dal consumo familiare a una proposta di produzione strutturata. Quattro vini eccellenti, che nascono da un lavoro faticoso e appassionato: della vendemmia di antiche viti coltivate ad alberello. Una nuova realtà produttiva che coinvolge tutto il territorio, denominata con chiarezza Cantine di Neoneti. Ho progettato l’identità visiva, logo e package, ispirandomi al costume dei Tenores di Neoneli, grandi e celebri artisti della musica tradizionale sarda (il packshot professionale è di ConfiniVisivi; l’altro, rozzo, è mio).

[ The tradition of Neoneli wine, a suggestive village in central Sardinia, today passes from family consumption to a structured production proposal. Four excellent wines, which are the result of hard and passionate work: the harvest of ancient vines cultivated with saplings. A new production reality that involves the whole territory, clearly named Cantine di Neoneti. I designed the visual identity, logo and package, inspired by the costume of the Tenores di Neoneli, great and famous artists of traditional Sardinian music. (Professionale packshot by ConfiniVisivi; the other, rough, one is mine.)]

università di cagliari

nuovo logo unica 2017 grigiologo unica 2011Senza-titolo-1stemma-universita

Nel corso di 25 anni passati all’Università di Cagliari, e dopo aver abortito la mia strada – in effetti, non molto convincente – di fisico, mi sono occupato anche dell’identità visiva dell’ateneo. Già nel 1997 disegnai una versione vettoriale e stilizzata dello stemma seicentesco, che aveva mille riproduzioni diverse e di scarsa definizione. Nel 2007 una ulteriore semplificazione porta il Garamond, che avevo scelto in precedenza, verso il Frutiger. Nel 2016 un cambiamento più radicale slega il cerchio dello stemma e propone una dicitura nuova, UNICA, acronimo – particolarmente fortunato – del ministero per l’indirizzo web. Come font si consolida il Franklin, che da diversi anni aveva caratterizzato la comunicazione istituzionale.

[ In the course of 25 years spent at the University of Cagliari, and after having aborted my path – in fact, not very convincing – as a physicist, I also dealt with the visual identity of the university. Already in 1997 I designed a vector and stylized version of the seventeenth-century coat of arms, which had a thousand different reproductions and of poor definition. In 2007 a further simplification brings the Garamond, which I had previously chosen, to Frutiger. In 2016 a more radical change unties the circle of the coat of arms and proposes a new, UNIQUE wording, an acronym – particularly fortunate – of the ministry for the web address. Franklin, which had characterized institutional communication for several years, consolidated as a font. ]

spazio ilisso

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Spazio Ilisso è un museo dedicato alla scultura del Novecento, appena inaugurato presso l’ex Casa Papandrea, un luogo della memoria della città di Nuoro, accanto alla piazza Satta progettata da Costantino Nivola. Il museo ospiterà i pezzi più important dell’editore Ilisso, una delle più importanti istituzioni culturali private della Sardegna, che nel corso degli anni ha valorizzato, come forse mai prima, il patrimonio dell’arte e delle tradizioni dell’isola. Ho progettato l’identità visiva di Spazio Ilisso a partire dalle suggestioni del luogo, segnato dagli echi dell’art déco. Ho disegnato il carattere tipografico pensando all’idea di spazio, in cui le maglie delle lettere sono distese nelle forme primarie di cerchio, quadrato e triangolo. Nel logo vive, come omaggio e come ricerca di armonia, l’eco del marchio Ilisso progettato da Massimo Dolcini. La mia consueta ossessione per i pattern si declina in elementi diversi, dalla ripetizione delle lettere iniziali S e I in bordure, agli incastri in modi diversi dell’intero marchio. La foto sullo sfondo dell’opera di Nivola è di Anobius Sardous.

Spazio Ilisso is a museum dedicated to the sculpture of the twentieth century, recently inaugurated at the former Casa Papandrea, a place of memory of the city of Nuoro, next to Piazza Satta designed by Costantino Nivola. The museum will host the most important pieces of the publisher Ilisso, one of the most important private cultural institutions in Sardinia, which over the years has enhanced, as perhaps never before, the heritage of art and traditions of the island. I designed the visual identity of Spazio Ilisso starting from the suggestions of the place, marked by the echoes of art deco. I drew the font thinking of the idea of ​​space, in which the shape of the letters are extended in the primary forms of circle, square and triangle. The echo of the Ilisso brand designed by Massimo Dolcini lives on in the logo as a tribute and as a search for harmony. My usual obsession with patterns comes in different elements, from the repetition of the first letters S and I in borders, to the joints in different ways of the entire brand. The photo of the pattern on Nivola’s work is by Anobius Sardous.

my moors against racism

collezione mori stefano per sito

Nel corso degli anni ho progettato molte versioni dei Quattro Mori: più stilizzati, ridotti a emoticon tipografici, senza chioma, con i capelli, più gentili, più aggressivi. Sempre con un’invariante fondamentale: che dovessero comunque sembrare mori anche nella malaugurata ipotesi che qualcuno li utilizzasse in negativo (com’è spesso accaduto, e cioè con la pelle chiara: un controsenso. Dovrebbe essere uno dei pochi casi in cui un marchio non ammette inversione di luminosità). Perché cosa mia ossessionato a i Mori? Perché sono il simbolo della mia terra ed esprimono per me un valore fondamentale: quello della tolleranza e dell’inclusione. È uno stemma che nasce senza radici, di seconda mano, riciclato alla Sardegna dalla Spagna. Raccontava una storia di altri. Ma oggi è nostro, e racconta la nostra. Vederlo regalato a Salvini e alla sua compagnia di razzisti mi fa male. È un pezzo della nostra Africa, del nostro essere meticci. Del mio DNA fatto di Africa come di Cagliari, di Sassari, di Venezia, di Berlino, arrivato a me in sole tre generazioni. È un segno plurale, è una comunità. È riconosciuto in tutto il mondo. Io lo studio dalla parte dello stile. L’ultimo che ho disegnato ha riportato importanza alla coccarda (che mima un po’ alla S iniziale), che avevo trascurato per molto tempo, e l’ha reso più rude, meno fine, meno progettato, come una vecchia bandiera marinara, come una cicatrice carica di storia, in un momento storico in cui la battaglia contro l’intolleranza, l’inumano voltarsi dall’altra parte, lo spettro ormai vivo del nazismo ritorna a strisciare potente nell’indifferenza. Vecchi mori contro nuovi muri.

[ Over the years I have designed many versions of the Quattro Mori: more stylized, reduced to typographic emoticons, without hair, with hair, more gentle, more aggressive. Always with a fundamental invariant: that they should nevertheless seem to have died even in the unfortunate hypothesis that someone used them in the negative (as often happened, and that is with light skin: a contradiction. It should be one of the few cases in which a brand does not admits brightness inversion). Why do I haunt my Moors? Because they are the symbol of my land and express a fundamental value for me: that of tolerance and inclusion. It is a coat of arms that is born without roots, second hand, recycled from Sardinia from Spain. It told a story of others. But today it is ours, and it tells our story. It hurts to see him given to Salvini and his racist company. It is a piece of our Africa, of our being mestizo. Of my DNA made of Africa as of Cagliari, of Sassari, of Venice, of Berlin, arrived to me in just three generations. It is a plural sign, it is a community. It is recognized all over the world. I study it on the side of style. The last one I drew has brought importance back to the cockade (which mimics a little at the initial S), which I had neglected for a long time, and made it more rude, less fine, less designed, like an old seafaring flag, like a scar full of history, in a historical moment in which the battle against intolerance, the inhuman turning away, the now alive specter of Nazism returns to crawl powerful in indifference. Old Moors Against New Walls. ]