cantine di neonel

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La tradizione del vino di Neoneli, borgo suggestivo del centro Sardegna, passa oggi dal consumo familiare a una proposta di produzione strutturata. Quattro vini eccellenti, che nascono da un lavoro faticoso e appassionato: della vendemmia di antiche viti coltivate ad alberello. Una nuova realtà produttiva che coinvolge tutto il territorio, denominata con chiarezza Cantine di Neoneti. Ho progettato l’identità visiva, logo e package, ispirandomi al costume dei Tenores di Neoneli, grandi e celebri artisti della musica tradizionale sarda (il packshot professionale è di ConfiniVisivi; l’altro, rozzo, è mio).

[ The tradition of Neoneli wine, a suggestive village in central Sardinia, today passes from family consumption to a structured production proposal. Four excellent wines, which are the result of hard and passionate work: the harvest of ancient vines cultivated with saplings. A new production reality that involves the whole territory, clearly named Cantine di Neoneti. I designed the visual identity, logo and package, inspired by the costume of the Tenores di Neoneli, great and famous artists of traditional Sardinian music. (Professionale packshot by ConfiniVisivi; the other, rough, one is mine.)]

università di cagliari

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Nel corso di 25 anni passati all’Università di Cagliari, e dopo aver abortito la mia strada – in effetti, non molto convincente – di fisico, mi sono occupato anche dell’identità visiva dell’ateneo. Già nel 1997 disegnai una versione vettoriale e stilizzata dello stemma seicentesco, che aveva mille riproduzioni diverse e di scarsa definizione. Nel 2007 una ulteriore semplificazione porta il Garamond, che avevo scelto in precedenza, verso il Frutiger. Nel 2016 un cambiamento più radicale slega il cerchio dello stemma e propone una dicitura nuova, UNICA, acronimo – particolarmente fortunato – del ministero per l’indirizzo web. Come font si consolida il Franklin, che da diversi anni aveva caratterizzato la comunicazione istituzionale.

[ In the course of 25 years spent at the University of Cagliari, and after having aborted my path – in fact, not very convincing – as a physicist, I also dealt with the visual identity of the university. Already in 1997 I designed a vector and stylized version of the seventeenth-century coat of arms, which had a thousand different reproductions and of poor definition. In 2007 a further simplification brings the Garamond, which I had previously chosen, to Frutiger. In 2016 a more radical change unties the circle of the coat of arms and proposes a new, UNIQUE wording, an acronym – particularly fortunate – of the ministry for the web address. Franklin, which had characterized institutional communication for several years, consolidated as a font. ]

spazio ilisso

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Spazio Ilisso è un museo dedicato alla scultura del Novecento, appena inaugurato presso l’ex Casa Papandrea, un luogo della memoria della città di Nuoro, accanto alla piazza Satta progettata da Costantino Nivola. Il museo ospiterà i pezzi più important dell’editore Ilisso, una delle più importanti istituzioni culturali private della Sardegna, che nel corso degli anni ha valorizzato, come forse mai prima, il patrimonio dell’arte e delle tradizioni dell’isola. Ho progettato l’identità visiva di Spazio Ilisso a partire dalle suggestioni del luogo, segnato dagli echi dell’art déco. Ho disegnato il carattere tipografico pensando all’idea di spazio, in cui le maglie delle lettere sono distese nelle forme primarie di cerchio, quadrato e triangolo. Nel logo vive, come omaggio e come ricerca di armonia, l’eco del marchio Ilisso progettato da Massimo Dolcini. La mia consueta ossessione per i pattern si declina in elementi diversi, dalla ripetizione delle lettere iniziali S e I in bordure, agli incastri in modi diversi dell’intero marchio. La foto sullo sfondo dell’opera di Nivola è di Anobius Sardous.

Spazio Ilisso is a museum dedicated to the sculpture of the twentieth century, recently inaugurated at the former Casa Papandrea, a place of memory of the city of Nuoro, next to Piazza Satta designed by Costantino Nivola. The museum will host the most important pieces of the publisher Ilisso, one of the most important private cultural institutions in Sardinia, which over the years has enhanced, as perhaps never before, the heritage of art and traditions of the island. I designed the visual identity of Spazio Ilisso starting from the suggestions of the place, marked by the echoes of art deco. I drew the font thinking of the idea of ​​space, in which the shape of the letters are extended in the primary forms of circle, square and triangle. The echo of the Ilisso brand designed by Massimo Dolcini lives on in the logo as a tribute and as a search for harmony. My usual obsession with patterns comes in different elements, from the repetition of the first letters S and I in borders, to the joints in different ways of the entire brand. The photo of the pattern on Nivola’s work is by Anobius Sardous.

my moors against racism

collezione mori stefano per sito

Nel corso degli anni ho progettato molte versioni dei Quattro Mori: più stilizzati, ridotti a emoticon tipografici, senza chioma, con i capelli, più gentili, più aggressivi. Sempre con un’invariante fondamentale: che dovessero comunque sembrare mori anche nella malaugurata ipotesi che qualcuno li utilizzasse in negativo (com’è spesso accaduto, e cioè con la pelle chiara: un controsenso. Dovrebbe essere uno dei pochi casi in cui un marchio non ammette inversione di luminosità). Perché cosa mia ossessionato a i Mori? Perché sono il simbolo della mia terra ed esprimono per me un valore fondamentale: quello della tolleranza e dell’inclusione. È uno stemma che nasce senza radici, di seconda mano, riciclato alla Sardegna dalla Spagna. Raccontava una storia di altri. Ma oggi è nostro, e racconta la nostra. Vederlo regalato a Salvini e alla sua compagnia di razzisti mi fa male. È un pezzo della nostra Africa, del nostro essere meticci. Del mio DNA fatto di Africa come di Cagliari, di Sassari, di Venezia, di Berlino, arrivato a me in sole tre generazioni. È un segno plurale, è una comunità. È riconosciuto in tutto il mondo. Io lo studio dalla parte dello stile. L’ultimo che ho disegnato ha riportato importanza alla coccarda (che mima un po’ alla S iniziale), che avevo trascurato per molto tempo, e l’ha reso più rude, meno fine, meno progettato, come una vecchia bandiera marinara, come una cicatrice carica di storia, in un momento storico in cui la battaglia contro l’intolleranza, l’inumano voltarsi dall’altra parte, lo spettro ormai vivo del nazismo ritorna a strisciare potente nell’indifferenza. Vecchi mori contro nuovi muri.

[ Over the years I have designed many versions of the Quattro Mori: more stylized, reduced to typographic emoticons, without hair, with hair, more gentle, more aggressive. Always with a fundamental invariant: that they should nevertheless seem to have died even in the unfortunate hypothesis that someone used them in the negative (as often happened, and that is with light skin: a contradiction. It should be one of the few cases in which a brand does not admits brightness inversion). Why do I haunt my Moors? Because they are the symbol of my land and express a fundamental value for me: that of tolerance and inclusion. It is a coat of arms that is born without roots, second hand, recycled from Sardinia from Spain. It told a story of others. But today it is ours, and it tells our story. It hurts to see him given to Salvini and his racist company. It is a piece of our Africa, of our being mestizo. Of my DNA made of Africa as of Cagliari, of Sassari, of Venice, of Berlin, arrived to me in just three generations. It is a plural sign, it is a community. It is recognized all over the world. I study it on the side of style. The last one I drew has brought importance back to the cockade (which mimics a little at the initial S), which I had neglected for a long time, and made it more rude, less fine, less designed, like an old seafaring flag, like a scar full of history, in a historical moment in which the battle against intolerance, the inhuman turning away, the now alive specter of Nazism returns to crawl powerful in indifference. Old Moors Against New Walls. ]

bobboi natural gelato

BOBBOI WRAPPING mis 5 piccolo70642411_135338754501872_4937298198253807022_nSchermata 2019-11-02 alle 17.33.5477943138-5d84-416a-99ae-7e779bd8f2c0opening soon bobboi

È la storia di Andrea e Monica, una coppia di amici fraterni – lui manager, lei ingegnere elettronico – che decidono di cambiare vita. Insieme con Marco, commercialista, da Cagliari si trasferirsi in America per creare il miglior gelato naturale italiano negli Stati Uniti. Mantengono le radici nel nome, Bobboi (che in dialetto sardi significa dolcetto, prelibatezza) e aprono il primo locale vicino all’oceano, a San Diego. Progetto per loro il marchio e una serie di applicazioni in stile vintage, con la consueta attenzione a elementi ricorsivi, che possono generare pattern e incastri. Dopo una prima fase di assestamento, anche il marchio cambia leggermente, compattandosi e consolidando l’identità visiva. Mantiene però una certa sua autonomia di varianti nell’numero di font e delle forme dei contorni, per esempio nelle confezioni. In successo di Bobboi è testimoniato dai ranking che lo mette sempre in cima ai migliori locali non sono della California, ma di tutti gli USA.

[ It is the story of Andrea and Monica, a couple of brotherly friends – he manager, she electronic engineer – who decide to change their lives. Together with Marco, an accountant, from Cagliari he moved to America to create the best Italian natural ice cream in the United States. They keep their roots in the name, Bobboi (which in Sardinian dialect means dolcetto, delicacy) and open the first restaurant near the ocean, in San Diego. Design for them the brand and a series of applications in vintage style, with the usual attention to recursive elements, which can generate patterns and joints. After an initial phase of adjustment, the brand also changes slightly, compacting and consolidating the visual identity. However, it retains a certain autonomy of variations in the number of fonts and contour shapes, for example in packages. In Bobboi’s success is evidenced by the rankings that always put him on top of the best clubs are not from California, but from all the USA. ]

isola, il cavallino di tavolara

logo isola ristilizzatocavallino isola primocavallino isola anni 50cavallino isola anni 90IMG_1647Quando nascque l’I.S.O.L.A., Istituto Sardo Organizzazione Lavoro Artigiano, fu affidata a Eugenio Tavolara, che ne fu il principale promotore e artefice. Tavolara trasse dalla tradizione tessile il marchio per ISOLA: un cavallo leggiadro e stilizzato. La Sardegna ha grandi tradizioni di cavalli cavalieri, e in effetti la scelta di questo animale fiero ed elegante esprime tutta l’orgoglio della Sardegna, il senso di potente libertà che l’isola suscita, la natura incontaminata. Nel corso degli anni quella prima rapprentazione grafica ha subito diverse trasformazioni. L’ultima è quella che ho disegnato qualche anno fa: le esigenze di coordinamento a una matrice quadrata e compatta, che fosse in linea con l’identità visiva che nasceva da Expo2015, hanno condotto a una versione ottimizzata sull’elemento quadrato. In questo modo la modularitò è sempre preservata. È stato notevolmente ridotto in numero di componenti, mantenendo però la riconoscibilità di elemento tessile, aumentando la visibilità della S come coda del cavallo ed ottenendo, soprattutto, una logo scalabile anche il piccolissime proporzioni e ancora leggibile. Utilizzato come logo per l’Artigianato di Sardegna, è anche da tempo presente sulle maglie del Cagliari Calcio.

[ When he hid the I.S.O.L.A., Sardinian Institute for Craftsmanship Work, he was entrusted to Eugenio Tavolara, who was its main promoter and maker. Tavolara drew from the textile tradition the trademark for ISOLA: a graceful and stylized horse. Sardinia has great traditions of horse riders, and in fact the choice of this proud and elegant animal expresses the pride of Sardinia, the sense of powerful freedom that the island arouses, pristine nature. Over the years that first graphic representation has undergone several transformations. The last is the one I drew a few years ago: the need for coordination with a square and compact matrix, which was in line with the visual identity that was born from Expo2015, led to an optimized version on the square element. In this way the modularity is always preserved. It has been significantly reduced in number of components, maintaining however the recognizability of a textile element, increasing the visibility of the S as the horse’s tail and obtaining, above all, a scalable logo even in the smallest proportions and still legible. Used as a logo for the Sardinian handicraft, it has also long been present on the shirts of Cagliari Calcio. ]